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Sagra di S.Antioco Martire 2014: riprende un "sentiero di fede" secolare   versione testuale


Nel XVI e XVII secolo destava grande meraviglia Sa Festa Manna in onore di S.Antioco, Patronus totius Regni Sardiniae. Lo possiamo rilevare nelle cronache di Serafino Esquirro (Santuario de Caller 1624):Una delle cose più insigni, e degne di memoria, non solo nel regno di Sardegna ma della maggior parte della cristianità, è la festa che ogni anno si usa realizzare quindici giorni dopo la santa Pasqua della resurrezione di Cristo Nostro Signore nell’isola sulcitana, nella chiesa del beato martire S.Antioco, per quanta gente accorre, non solo dalla città di Cagliari e dalla città di Iglesias o da altri luoghi vicini, ma in grandissimo numero da tutta l’isola, e con grandissima devozione: chi a piedi, chi a cavallo; sopra carri coperti che qui chiamano tracas, altri con carri scoperti; ed è uno spettacolo meraviglioso vedere in un luogo deserto formarsi nell’arco di cinque giorni una così grande e popolosa città, perché sono solite arrivare ogni anno più di ventimila persone, e da moltissimi paesi, perché in molti hanno qui una propria casa e tutti costruiscono moltissime capanne.

… Il lunedì, giorno della festa, si celebrano tantissime messe sia recitate che cantate: si confessano e partecipano in tantissimi al rito eucaristico e la sera si tiene una processione solennissima con la più importante immagine del santo, molto devota e molto antica, che si conserva tutto l’anno nella città di Iglesias, nella chiesa cattedrale, nella cappella dello stesso santo, e per due volte si è soliti portarla nella sua chiesa di Sulci, cioè a dire per la festa di agosto, e per questa festa, della quale stiamo parlando. Esce dalla città dentro una cassa molto grande sopra un cocchio costruito apposta per questo scopo, accompagnato da molti canonici, presbiteri, e altri uomini di chiesa, con molta gente a piedi, e tanti vanno scalzi per devozione, molti a cavallo con i loro fucili pronti e in ordine: si tiene , come ho detto, la solennissima processione intorno alla chiesa, nella parte esterna, con musica da moltissimi strumenti, e canti, con un’infinità di spari di fucili, e suoni di trombe e tamburi. Il martedì seguente, dopo che tutti hanno ascoltato la prima messa, essendo per questo tutti mattinieri, si parte per tornare a casa… 

Dal giovedì precedente, il Capitolo della Cattedrale cominciava a preparare per il lungo viaggio a Sulcis. Il simulacro veniva rivestito con la toga rossa delle occasioni più celebri e condotto fuori da Iglesias accompagnato dai membri del Capitolo sino alla chiesa di San Sebastiano. I processionanti erano preceduti e seguiti dalla cavalleria, che li scortava fino al sepolcro del Santo, nell’isola di Sulcis. Dopo aver sostato a Barega, il cocchio giungeva la sera a Barbusi, dove si fermava fino all’alba. La notte, trascorsa a Barbusi illuminata da centinaia di fuochi, era caratterizzata da grandi cene, seguite da balli e da canti. La mattina seguente il corteo processionale si rimetteva in cammino e, attraverso Coederra e San Giovanni Suergiu, raggiungeva il ponte di Santa Caterina che immetteva nell’isola di Sant’Antioco. 

Una lunga storia ha unito la comunità sulcitana e l’intera isola di Sardegna nei giorni de  Sa Festa Manna in onore di S.Antioco, Patronus totius Regni Sardiniae. 

Un sentiero di fede straordinario da 655 anni documentati, bruscamente interrotto nel 1852. La Sagra del 2014, sarà segnata nella storia per la ripresa di questo “ sentiero di fede “ che vede il Capitolo della Cattedrale riappropriarsi di diritto della Festa del Patrono della Diocesi e di tutta la Sardegna. La Festa, organizzata dall’Amministrazione Comunale con l’ausilio della Pro Loco antiochense,  è iniziata giovedì  primo maggio con l’inizio del Triduo predicato e la rievocazione storica “ la passio di S.Antioco “ a cura della associazione “ Sardinia Romana “ nell’Arena Fenicia. Venerdì, relazioni di vari studiosi con la partecipazione dei Roberto Lai. S.Messa presieduta dal Can. Mons. Carlo Cani, Arciprete della Cattedrale, il quale ha nominato don Mario Riu, Canonico onorario della Cattedrale di Iglesias. A fine giornata conferenza a cura di Roberto Lai sull’iconografia di S.Antioco. Sabato in aula Cosiliare varie manifestazioni, compresa la presentazione degli annali di Storia e Archeologia Sulcitana. Pomeriggio, Triduo e la tradizionale “’offerta dei coccois “ e la S.Messa presieduta dal Can. Mons. Carlo Cani con la benedizione de “ is coccois “. Concerto notturno. Domenica S.Messe  e nel pomeriggio Pariglie “Sa cursa de Santu Antiogu” e l’inaugurazione mostra d’arte “ L’Effige di S.Antioco nell’Arte contemporanea.” Finalmente lunedì 5 maggio arrivo in Basilica del Capitolo della Cattedrale, solenne ingresso con la presenza delle Autorità civili e militari e la solenne Concelebrazione presieduta dal Vescovo Sua Ecc.nza Mons. Giovanni Paolo Zedda, con il Capitolo e dei sacerdoti diocesani. A fine Messa processione solenne. Alle ore 22.00, spettacolo pirotecnico. Martedì 6 maggio, S.Messe in Catacomba. Non ricorderemo questa Festa solo per il nutrito numero di eventi, ma soprattutto perché abbiamo iniziato un nuovo cammino, ricordando l’antico. Il Vescovo infatti nella sua omelia ha affermato che è giusto festeggiare i nostri Patroni, imitarli, ma per poi essere come loro testimoni dell’Unico Salvatore, nell’unica Chiesa. 


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