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Verso il Sinodo 2018. Oltre mille ragazze e ragazzi a Mogoro per l’incontro regionale dei giovani

Riconoscere, interpretare, scegliere: credere nei giovani   versione testuale


Dalle dieci diocesi della Sardegna sono arrivati, domenica 5 novembre 2017, a Mogoro 1.100 giovani per dare inizio alla prima delle tre tappe previste durante questo anno pastorale, in vista del Sinodo mondiale dei vescovi che discuterà sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. La prossima tappa sarà domenica 8 aprile 2018 con un cammino di spiritualità in punti strategici del nostro territorio, mentre si vivrà un pellegrinaggio più lungo in agosto, toccando alcuni luoghi resi santi dalla presenza di grandi testimoni della Fede.
Chi ha vissuto tutto il percorso preparandosi adeguatamente, anche con gli incontri durante l’ultimo sabato del mese, sarà coinvolto nel condividere un’esperienza forte ed impegnativa nella settimana che precede l’11 e 12 agosto 2018, che si concluderà con l’incontro con il Papa.
A Mogoro erano presenti, oltre ovviamente all’équipe del Servizio di Pastorale Giovanile, il Cdv con il suo responsabile, don Andrea Zucca, unico sacerdote presente della nostra Diocesi, ed il nostro Vescovo S. E. Giovanni Paolo Zedda, che ha voluto condividere con i nostri giovani, fin dall’apertura della giornata, sia i momenti di festa, animazione e canti che il messaggio sul Sinodo e la celebrazione della Santa Messa, segno di condivisione reale e concreta di cammini di Chiesa con e per i giovani. Il nostro Vescovo ha concelebrato con Mons. Corrado Melis, Vescovo di Ozieri, con Mons. Mauro Maria Morfino, Vescovo di Alghero Bosa, e con l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio, che ha presieduto la celebrazione.
I partecipanti della nostra Diocesi provenivano dall’Azione Cattolica e dal gruppo scout di Cortoghiana e da poche parrocchie: da Domusnovas “S. Maria Assunta” e dalla parrocchia di San Giovanni Suergiu “San Giovanni Battista“.
Un numero esiguo di partecipanti rispetto ai nostri 18.010 giovani, che erano invitati a partecipare, dai 16 ai 29 anni, un piccolo gruppo privilegiato del Sulcis che ha potuto gustare la gioia e la bellezza di questa giornata.  Davvero pochi hanno potuto far tesoro dei messaggi preziosi proposti dal Vescovo Corrado Melis, delegato per la pastorale giovanile regionale, aspetto che non può lasciarci indifferenti sulla capacità nel voler coinvolgere ed avvicinare le giovani generazioni per far loro sentire che la Chiesa c’è e vuole accompagnare le loro vite.
Davvero preziosi i momenti condivisi insieme ed i diversi messaggi che sono stati proposti.
“Il Sinodo – ha detto monsignor Corrado Melis – rappresenta un’opportunità straordinaria per le nostre chiese: parlare di giovani rimanda alle famiglie, alla fatica generativa degli adulti, alla conversione pastorale dei nostri programmi: lo sforzo di aprire gli occhi per capire”.
La pastorale giovanile regionale di concerto con il servizio di pastorale giovanile di ciascuna diocesi, continuerà a elaborare proposte e incontri in vista di una ripresa di contatti e dialogo dei giovani con la proposta del messaggio di Gesù, seguendo i linguaggi, i tempi, i luoghi dove abitano gli stessi giovani.
A tutti la responsabilità di crederci e di dimostrarlo fattivamente facendo tesoro, valorizzando, sensibilizzando e comunicando alle proprie comunità, gruppi e associazioni quanto verrà proposto durante questo anno pastorale.
Il nostro Vescovo negli Orientamenti Pastorali invita, sollecita e stimola nel far sentire ai giovani che sono parte viva della Chiesa, scrivendo che: “Rimane la domanda: chi sono i nostri giovani? Come vivono la fede e l’appartenenza alla vita della comunità cristiana? Quali sono i loro sogni, le loro aspettative? Come vivono il loro impegno nel mondo? (…) Viene spontaneo chiedersi non solo chi sono i nostri giovani, ma anche dove sono e come raggiungerli per domandare loro come vivono il loro rapporto con la fede, con l’istituzione religiosa e, in generale, con le proprie scelte di vita”.
Da dove ripartire per comprendere e dare risposte a queste importanti domande? Sicuramente da passi piccoli, compiuti bene, passi semplici come può essere la partecipazione ad una giornata pensata attentamente ed accuratamente per loro regalando ai giovani che ci sono cari opportunità ed occasioni per condividere valori e Fede con altri giovani impegnati attivamente nella Diocesi. “Piccoli passi possibili” come il rispondere agli appelli che ci vengono rivolti con una reale “compassione” per la ricerca di senso e di cura dei nostri giovani.
Il tema della giornata è stato articolato sui tre verbi che papa Francesco suggerisce per il Sinodo: riconoscere, interpretare, scegliere.
Dopo l’arrivo, verso le 9,30 ha avuto inizio un percorso creativo e musicale guidato dall’animatore-formatore Gigi Cotichella, con tre testimonianze di cammini di vita vissuti e proposti ai giovani come stimolo e speranza per costruire bene la propria vita con scelte di impegno e di servizio. Gigi Cotichella da anni calca i palchi e le piazze dei grandi raduni giovanili di tutta Italia (e non solo): dal Teatro Ariston di Sanremo all’aula “Paolo VI” nella Città del Vaticano, dalla spianata di Montorso (Loreto) a piazza del Duomo a Milano. Luigi (Gigi) Cotichella è un teologo di formazione diventato poi educatore e formatore; è attore e sceneggiatore; è anche presidente di una cooperativa sociale - “AnimaGiovane” - e direttore dell’area educazione dell’editrice Elledici dei Salesiani di Don Bosco. Ci ha donato messaggi importanti facendo gioire i giovani presenti e rivelando una vera passione educativa. Interessante la sua risposta alla domanda: Che idea si è fatto dei giovani del terzo millennio? Alla quale ha risposto: “Un’idea di bellezza infinita e di possibilità immense... il vero problema dei giovani sono gli adulti. Nella sua durezza mi sembra ancora più vera. Non sono i giovani che non ci credono, ma noi adulti. I giovani al massimo esagerano o sbagliano. Il problema siamo noi che spesso tendiamo a soffocare l’energia dei giovani di cui in realtà abbiamo un disperato bisogno. Un’energia che non è solo ‘casino’ ma è anche riflessione, pensiero, testimonianza”.  Un’intervista che serve a tutti noi per riflettere e per credere che sia sempre più necessario contare sulla forza che ci portiamo dentro in termini di Fede...  “Non sono i giovani che non ci credono, ma noi adulti...”
Nel pomeriggio, con il “Festival dei Talenti”, i gruppi di diverse diocesi si sono esibiti per essere i protagonisti diretti della festa. Molto bello vedere questo loro lasciarsi subito coinvolgere nella giornata diventandone parte attiva, nella gioia di chi vuole provare “a mettersi in gioco” per scoprire il grande tesoro della Fede che noi adulti, dovremmo donare loro a piene mani, con grande passione ed in tutti modi possibili ed impossibili.
 
 
 


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