Riproporre in modo vivo e attuale il carisma francescano, accolto e interpretato da Chiara
Con queste parole particolarmente significative, Mons. Giovanni Paolo Zedda, nostro vescovo, ha delineato la vocazione delle Sorelle Povere di santa Chiara in occasione della concelebrazione per la professione solenne di Sr.Maria Diletta Perandria, sabato 3 ottobre, vigilia della solennità di San Francesco dAssisi.Un evento di portata storica per il Santuario della Madonna del Buon Cammino e soprattutto per la Comunità delle Sorelle Clarisse, chiamate, unitamente a tutta la Chiesa Diocesana, a far memoria della loro storia, per cogliere la bellezza e il fascino di un progetto di santità che leterno Padre si è degnato manifestare.
Memore del monito della Parola di Dio: Ricordati di tutto il cammino
che il Signore ti ha fatto percorrere
(Dt 8,2), il popolo dei
credenti è un popolo chiamato a coltivare la memoria delle sue radici e
di tutta la sua storia, poiché è nella storia che il Signore si
manifesta, interviene, si fa conoscere attraverso i segni e le persone
che ne divengono testimoni. Dentro un cammino seppur breve, nove anni
appena dallinizio della fondazione del Monastero, il Signore ha
manifestato la sua misericordia; attraverso segni e persone è Lui, il
Risorto, che ha costruito una storia sacra e tutti noi siamo chiamati a
testimoniarla nella gratitudine.
E sono tanti i testimoni:
- la Chiesa diocesana nella successione apostolica dei suoi vescovi Arrigo Miglio, Tarcisio Pillolla, Giovanni Paolo Zedda;
- la comunità della Sorelle Povere di Santa Chiara di Alcamo che con
coraggio profetico si è fidata dellAltissimo, Onnipotente, bon Signore
e come Francesco e Chiara si è lasciata condurre su vie non conosciute
per approdare nellentusiasmo del cuore allincontro con la Madonna del
Buon Cammino, accolte dal sorriso, dallabbraccio materno e benedicente
di Chiara, patrona della città di Iglesias e dal caloroso affetto di
tutta la nostra comunità diocesana;
- i frati minori della Sicilia e della Sardegna che, memori
dellammonimento di Francesco, hanno incoraggiato, sostenuto e si sono
presi cura di queste pianticelle;
- i tanti fratelli e sorelle che il Signore ha posto sul cammino di questa fondazione
Su questa storia Dio pone il suo sigillo: la professione di Sr. Maria
Diletta è dono, benedizione e invito a guardare con gratitudine al
tempo che verrà, nella certezza che il Dio che iniziato questopera la
porterà a compimento.
Nella solenne concelebrazione eucaristica la grande gioia della
comunità di Iglesias è stata condivisa da alcune sorelle della comunità
di Alcamo venute per loccasione con la Abbadessa Madre Chiara Myriam,
che ha guidato in questi anni, con premura materna, unitamente alle
sorelle della nostra comunità, lavvio e lo sviluppo di questa
fondazione; dal Ministro Provinciale dei frati minori della Sardegna p.
Mario Solinas; da p. Tonino Bono, Assistente della federazione delle
Sorelle Clarisse della Sicilia; da alcuni fratelli delle famiglie
francescane; da una rappresentanza del presbiterio diocesano con i
nostri seminaristi; dalle religiose della Diocesi; dalla famiglia di
Sr. M. Diletta proveniente da Sorso e da tutti fratelli e sorelle
presenti a titolo di affetto e di comunione.
Lassemblea ha partecipato con grande impegno seguendo con ammirazione
e forte coinvolgimento anche emotivo i diversi momenti del rito della
professione.
Allinizio del rito il Vescovo ha chiamato la candidata per nome e Sr.
M. Diletta ha risposto liberamente chiedendo di professare solennemente
e per sempre la forma di vita delle Sorelle Povere di S. Chiara per
vivere il santo Vangelo e seguire il Signore nostro Gesù Cristo in
santa umiltà, altissima povertà e unità di spiriti con questa
fraternità. Nellomelia poi il vescovo ha sottolineato: Sai bene che,
prima e più che una donazione che tu fai al tuo Signore, questa
professione è un dono che Lui fa a te. È il suo Spirito che ha
suscitato in te questo desiderio di offerta totale, e Lui stesso,
ascoltando la preghiera della Chiesa, stasera ti consacra a Dio,
incorporandoti a questa comunità delle Sorelle Povere di S. Chiara
La
consacrazione che ricevi ti spinge e ti abilita non solo a donarti
totalmente al tuo Signore, ma anche a diventare, nella concretezza
della vita quotidiana tra le mura del Monastero, in unità con le tue
Sorelle, dono e profezia per tutta la Chiesa e per il mondo. In
riferimento alla memoria liturgica di san Francesco, Mons. Zedda ha
ricordato come Chiara, mediante la parola e lesempio di Francesco, ha
capito la propria vocazione e si è resa disponibile nelle mani di Dio
per dare origine, a questo piccolo gregge delle Sorelle Povere,
interamente dedito a seguire Cristo e la sua beata Madre, la Vergine
Maria, in umiltà, in santa unità e fraternità, in altissima povertà,
nel ritiro contemplativo della clausura. Francescocome sole
sfolgorante nel tempio dellAltissimo (Siracide) continua ad
illuminare e affascinare ancora oggi, dopo 800 anni. Un sole che ha
affascinato anche Sr. Maria Diletta, che, seguendo santa Chiara, decide
di fare di Gesù crocifisso lunico tuo bene, lunico amore, e di
consegnargli tutta la sua vita impegnandosi a vivere di fede, in
gioiosa povertà e semplicità, nellabbandono alla divina provvidenza,
in obbedienza e in clausura, in unione di scambievole carità con le
Sorelle, per collaborare con Dio a sostegno delle membra deboli e
vacillanti del Corpo di Cristo che è la Chiesa.
Sostenuta dallesempio dei santi Francesco e Chiara, Sr.Diletta si
prostra sulla nuda terra, mentre tutta lassemblea invoca la
Gerusalemme celeste. Il canto delle litanie dei santi introduce ad una
forte esperienza del mistero della comunione dei santi perché tutti i
membri della Chiesa sono presenti e attivi nel solenne rito della
professione. Così tutta la Chiesa celeste e terrestre, nella pienezza
della sua realtà misterica accoglie nuovamente il dono della vita
consacrata che ha ricevuto dal Suo Signore (Prenotanda rito di
professione). Poi il grande momento: la consegna per sempre di tutta la
sua vita a Dio e alla Chiesa nelle mani della Madre Abbadessa Sr.
Myriam.
Dopo aver firmato sullaltare il documento della professione ecco la
grande preghiera di benedizione. Il vescovo stende le mani sul capo di
Sr. Diletta e invoca lo Spirito di santità perché sia confermata nel
suo santo proposito. Poi i riti esplicativi: la consegna dellanello,
segno dellalleanza nuziale, laffidamento allAbbadessa e il gioioso
abbraccio di accoglienza da parte delle Sorelle, segno della definitiva
incorporazione nella comunità religiosa clariana.
Il rendimento di grazie è stata la nota più alta che ha unito tutta lassemblea in un cantico nuovo.
A conclusione dellomelia il vescovo ha augurato alle sorelle: La
vostra vita di dedizione totale al Cristo crocifisso e risorto, in
questo Monastero della B.V. del Buon Cammino, possa diventare per
tutti, secondo lespressione del libro del Siracide, sulle orme di
Francesco e di Chiara, come arcobaleno splendente fra nubi di gloria
(Sir 50,7). Facciamo nostro questo augurio, accogliamo i doni di Dio
e, uniti allofferta di sr. Maria Diletta, proclamiamo con Maria:
Grandi cose ha compiuto in me lOnnipotente e santo è il suo nome.
Al termine della celebrazione il rettore del santuario don Carlo Cani,
facendosi interprete dei sentimenti di tutti, ha ringraziato quanti
hanno partecipato al rito condividendo questa esperienza di grazia. Uno
scrosciante applauso ha avvolto Sr. Maria Diletta, quasi un sigillo
damore su questa forma di vita attraverso la quale deve risplendere
nella Chiesa limmagine di Cristo povero e Crocifisso.
Carlo Cani
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