NON SOLO CRISI ECONOMICA, MA VERO PROBLEMA SOCIALE
La situazione occupazionale del polo industriale di Portovesme si fa ogni giorno più gravosa.
In questi giorni la maggiore preoccupazione è per i lavoratori della Alcoa Trasformazioni, in ansia per il pronunciamento della Commissione Europea riguardo alla procedura dinfrazione per lipotesi di aiuti di Stato e in attesa che il Governo italiano decida garanzie più adeguate e definitive sul costo dellenergia.
Ma non si possono dimenticare le altre realtà imprenditoriali in difficoltà e in particolare gli operai delle piccole aziende. La situazione di questi ultimi, meno visibile mediaticamente, è purtroppo molto più esposta alle conseguenze della crisi.
Il vescovo e i sacerdoti del presbiterio della diocesi di Iglesias
facendosi interpreti anche dei tanti gruppi e associazioni di
volontariato che vedono costantemente crescere le esigenze a cui venire
incontro esprimono la loro più viva apprensione.
Per la loro presenza pastorale in mezzo alla gente, essi si rendono
conto di come giorno per giorno aumentino gli effetti negativi
originati dallincertezza del lavoro.
Quando poi, come nel nostro caso, il problema riguarda una alta
percentuale della popolazione del territorio, le conseguenze ricadono
non solo sui lavoratori diretti e su quelli impiegati nellindotto, ma
su tutta la popolazione.
La crisi non incide solo sulleconomia di molte famiglie, ma diventa un
vero problema sociale. Cominciano a notarsi e non possono non
preoccupare atteggiamenti di disorientamento, di sfiducia verso le
proprie capacità e responsabilità, verso le istituzioni, verso la vita
stessa.
La prospettiva della perdita delloccupazione e anche la dipendenza
prolungata dalla cassa integrazione o dallassistenza pubblica o
privata, minano la libertà e la creatività della persona e i suoi
rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico
e spirituale (Caritas in Veritate n.25).
Quali che siano le cause pregresse che hanno condotto a questa
situazione e le analisi di esse sono variegate e non facili oggi
cè lurgenza di interventi responsabili e concordi che avviino
prospettive di soluzione idonee alla serietà della congiuntura.
Perciò il vescovo e tutto il presbiterio:
chiedono anzitutto allintera comunità cristiana di farsi carico di
questo grave problema, nella preghiera e nellimpegno concreto di
solidarietà e di fraternità, senza cedere alla rassegnazione e al
fatalismo;
ringraziando tutti coloro che, nelle Caritas e nelle associazioni di
volontariato, di ispirazione cristiana o laica, danno il loro generoso
contributo a sostegno di chi è maggiormente colpito da questa crisi, li
sollecitano a proseguire nella loro azione di accoglienza e di
accompagnamento;
invitano i singoli lavoratori e le Organizzazioni Sindacali a
continuare ad attivarsi con decisione e con realismo, nella
consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, senza cedere
alla rabbia e alla sfiducia, nella considerazione attenta non solo
delle difficoltà attuali ma anche delle prospettive per il futuro;
fanno appello agli Imprenditori perché non affrontino la crisi attuale
con lunica attenzione al mercato e al profitto, ma vogliano anche
prendere consapevolezza della propria responsabilità sociale. La
gestione dellimpresa non può tenere conto degli interessi dei soli
proprietari della stessa, ma deve anche farsi carico di tutte le altre
categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dellimpresa: i
lavoratori, i clienti, i fornitori dei vari settori di produzione, la
comunità di riferimento (CiV n.40);
si rivolgono alle Istituzioni amministrative e politiche, regionali e
nazionali, perché nel loro impegno a dare un profilo rinnovato agli
assetti economici e sociali ricordino che il primo capitale da
salvaguardare e valorizzare è luomo, la persona, nella sua integrità:
luomo infatti è lautore, il centro e il fine di tutta la vita
economico-sociale (CiV n.25). Nella preoccupazione perciò per il bene
integrale di ogni cittadino e di ogni comunità non abbandonino a se
stessi gli abitanti di questo nostro territorio, trovino il modo di
salvaguardare il loro diritto al lavoro, pongano rimedio ai problemi
ambientali derivanti dagli insediamenti industriali e studino con
attenzione nuove prospettive di sviluppo.
Iglesias, 19 novembre 2009
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