Vuole abitare in mezzo a noi
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria (Gv 1) È questa lesperienza a cui siamo invitati nella celebrazione del Natale: contemplare la gloria del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Non è facile: davanti a noi sta un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia da sua madre, perché per loro non cera posto nellalloggio. Per poterlo contemplare riconoscendolo nella sua realtà di Figlio di Dio e nostro Salvatore, dobbiamo essere umili, vigilanti e fiduciosi, come i pastori che andarono senza indugio a cercarlo.
Abbiamo soprattutto necessità di imitare Maria, la Madre, che, dopo
averlo atteso con amore e con disponibilità totale, custodiva tutte
queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2). Questi atteggiamenti di
contemplazione siano presenti nel nostro impegno, per avere la grazia
di superare le nostre povertà e di scoprire oggi la Sua venuta.
Sentiremo rivolta a noi la parola detta ai pastori: Non temete!.
Supereremo la paura e sperimenteremo, anche nelle difficoltà, la gioia
e la pace dellamore infinito ed eterno di Dio per ogni uomo e per
tutti gli uomini. E apriremo il nostro cuore allaccoglienza di ogni
fratello.
È una grande grazia di cui abbiamo bisogno, in questo tempo di crollo
di tante sicurezze, di preoccupazione per un futuro incerto, di
inquietudine per una società che fatica a costruire uno sviluppo nel
rispetto della vita di ognuno e di tutti. Nella sua ultima enciclica,
Papa Benedetto ha una frase che desidero evidenziare nei miei auguri
per questo Natale: Gesù Cristo purifica e libera dalle nostre povertà
umane la ricerca dellamore e della verità e ci svela in pienezza
liniziativa damore e il progetto di vita vera che Dio ha preparato
per noi (CiV n.1). Solo la contemplazione di Dio che nasce Uomo può
darci questa possibilità. Se lo accettiamo nella nostra storia
riusciremo ad amare ognuno e tutti con carità nella verità e saremo
capaci di contribuire con umiltà e sapienza allo sviluppo umano secondo
il suo progetto, perché a quanti lo hanno accolto ha dato potere di
diventare figli di Dio (Gv 1).
È il mio augurio e la mia preghiera in questo santo Natale, per ogni
cristiano e per tutti gli abitanti del Sulcis-Iglesiente, per ogni
famiglia, in particolare per chi in questo momento è nella sofferenza.
È il mio augurio e la mia preghiera soprattutto per coloro che sentono
maggiormente il peso della attuale crisi e per chi, nei diversi livelli
di responsabilità, ha il grave onere di contribuire con giustizia e con
vera carità alla soluzione dei problemi sociali ed economici che
lhanno originata.
Il Signore conceda a tutti di accogliere la grazia e la verità della sua presenza tra noi.
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