Linee di programmazione pastorale 2010
Solitamente ogni diocesi e ogni parrocchia decidono le proprie linee di programmazione pastorale al termine dellestate, nei mesi di settembre e ottobre. Di noi perciò si potrebbe giustamente dire che siamo in discreto ritardo. Ciò che però anzitutto importa è lo sforzo di dare risposte concrete di vita cristiana nella realtà quotidiana, vivendo con fiducia, impegno e realismo, lasciandoci guidare dallo Spirito di Dio. Mi sembra che negli ultimi mesi non siamo stati inoperosi. Nelle parrocchie sono riprese le attività nella catechesi e negli altri ambiti pastorali. In alcune comunità il trasferimento del parroco, con i disagi e le speranze che inevitabilmente implica, ha comportato nuovo impegno di riflessione e di preghiera nei sacerdoti e nei fedeli per affrontare con lo spirito giusto la realtà parrocchiale.
Ci siamo incontrati nel Consiglio Presbiterale, nelle Foranie, tra gli Uffici pastorali diocesani. Abbiamo tentato di metterci di fronte alla condizione della nostra Chiesa con franchezza e disponibilità. E anche se le decisioni prese possono non essere pienamente adeguate e non risolvono tutte le difficoltà e i problemi di cui siamo consapevoli, ciò che più deve interessarci è la volontà di comunione nella verità e nella carità in qualsiasi settore dellattività pastorale. Mi è parso opportuno fare ora il punto della situazione, in modo che le iniziative già prese e quelle ancora da programmare diano nei prossimi mesi a tutta la Comunità diocesana la possibilità di camminare unita nella formazione e nella testimonianza evangelica.
Premessa n.1
Dio ci chiama ad essere sua Chiesa oggi, nel nostro territorio, inseriti in Cristo, il Crocifisso Risorto, e guidati dal suo Spirito, nellascolto attento della sua Parola e mediante i sacramenti.
Sollecitata dalla riflessione in atto nella Chiesa italiana in vista del Progetto pastorale per il secondo decennio di questo secolo, anche la nostra comunità diocesana comprende di doversi impegnare maggiormente e in modo coordinato per una educazione e formazione cristiana di ogni battezzato nelle nostre comunità parrocchiali. È una esigenza sottolineata tante volte dal nostro Presbiterio negli incontri dellanno trascorso. Questo impegno non può certamente esaurirsi in riunioni di approfondimento o in convegni di studio. Leducazione e la formazione coinvolgono la vita concreta di ogni giorno, anzi si realizzano in essa, ed esigono lattenzione costante a Dio che ci interpella in ogni momento della giornata attraverso lascolto della Parola, la celebrazione della Liturgia, laccoglienza e lamore vicendevole. Hanno però anche bisogno di iniziative che supportino e stimolino, anzitutto nei presbiteri e negli operatori pastorali laici, un atteggiamento di vita cristiana ogni giorno più consapevole, che ci apra, non solo individualmente ma anche come comunità, alla sequela di Cristo e alla testimonianza del suo Vangelo.
Dobbiamo riprendere con maggiore attenzione, anche alla luce dellenciclica Caritas in veritate, limpegno iniziato con la lettera Vivere la crisi, indirizzata a tutta la comunità diocesana allinizio della scorsa Quaresima, perché la nostra Chiesa dia esempio di sobrietà e di solidarietà nella preoccupante situazione economica che continua ad investire il nostro territorio e per formare le nostre comunità ad una testimonianza evangelica sui problemi dello sviluppo, dellambiente, della fraternità e della collaborazione ad un vero progresso sociale.
Queste due urgenze non sono contraddittorie.
Tenerle entrambe presenti nel nostro impegno pastorale ci permetterà anzi di raggiungere una doverosa coerenza con la nostra fede. Il Regno di Dio, infatti, pur essendo nella sua completezza escatologico e non di questo mondo, è anche in questo mondo e nella sua storia forza di giustizia, di pace, di vera libertà e di rispetto della dignità di ogni uomo (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2009).
La contingenza della crisi economica e sociale in cui viviamo, come pure le difficoltà derivanti dalle nostre debolezze umane e dalle nostre imperfezioni spirituali, non devono distoglierci dallascolto e dallannuncio del Vangelo e dallinsistenza sulla vita sacramentale.
Contemporaneamente non dobbiamo dimenticare che, per la nostra fede nellIncarnazione, abbiamo il dovere di testimoniare la salvezza, che ci proviene dallunità con Cristo, nella concretezza della nostra storia.
Premessa n.2
I presbiteri, chiamati a stare con Cristo, consacrati nella verità e mandati ai fratelli nel servizio pastorale, nellunità di un solo Presbiterio unito al vescovo.
LAnno sacerdotale offre a noi sacerdoti per primi loccasione per riflettere sulla nostra vocazione sacerdotale e sulle sue responsabilità. La formazione del presbitero non ha come prima finalità una preparazione professionale nellimpegno pastorale, ma il radicamento in Cristo Pastore: da ciò deriverà lo stile evangelico del nostro ministero. La vita di preghiera, lannuncio della Parola e la celebrazione dei sacramenti non possono essere vissuti da noi solo come servizio al popolo cristiano, ma devono coinvolgerci insieme ad esso in prima persona. Siamo sacerdoti per il popolo, ma prima ancora siamo cristiani con tutti i battezzati.
Come già evidenziato nel Convegno del Presbiterio nel gennaio scorso, dobbiamo fondarci maggiormente sulla Parola di Dio da conoscere e da accogliere e dobbiamo procedere nellindividuazione di linee pastorali comuni soprattutto riguardo alla celebrazione dei sacramenti, in particolare quelli delliniziazione cristiana e del matrimonio.
Proposta n.1
I fedeli laici hanno il dovere di formarsi e il diritto di essere formati a diventare testimoni del Vangelo nel mondo.
- Questo obiettivo è da tener presente nella programmazione che ogni parroco si adopererà a realizzare nella propria comunità, concordandola con il Consiglio Pastorale Parrocchiale.
- Ma dovremo impegnarci anche a livello diocesano a sostenere la formazione degli operatori pastorali (membri dei consigli pastorali e affari economici, ministri straordinari della Comunione, catechisti, animatori liturgici, operatori Caritas, responsabili di Associazioni e Movimenti e Gruppi).
- Sulla base di una proposta di formazione biblica di base, ogni Forania ha già ideato o sta preparando un percorso da offrire a tutti gli operatori pastorali. Vuole essere linizio di un cammino di formazione che permetta ad ogni cristiano laico qualunque sia il proprio ambito di impegno non solo di avere maggiori conoscenze (è sempre valida laffermazione di san Girolamo: Chi ignora le Scritture ignora Cristo), ma anche di vivere la propria responsabilità nella Chiesa con più consapevolezza e in maggiore unità con tutta la comunità cristiana.
Chiedo a tutti i sacerdoti di promuovere la sensibilizzazione degli operatori pastorali della propria parrocchia, e invito tutti i fedeli laici, soprattutto chi già svolge qualche servizio nella comunità, a partecipare attivamente a questi percorsi di formazione. Richiedono indubbiamente una certa fatica, ma non sono tempo perso per levangelizzazione.
- Propongo ai singoli Uffici pastorali di programmare senza sovrapporsi agli impegni dei corsi di formazione di base qualche incontro di formazione specifica dei propri operatori sui problemi in cui ognuno è più direttamente impegnato.
- Gli Uffici pastorali, singolarmente o, meglio, in collaborazione tra loro organizzino durante questanno qualche incontro su argomenti di interesse sociale (soprattutto su temi di dottrina sociale della Chiesa, problematiche familiari, problemi legati alla pastorale sanitaria e alla bioetica, temi di etica professionale) indirizzati non solo a chi già si riconosce nellinsegnamento della Chiesa, ma aperti a tutti, come testimonianza missionaria e di dialogo della nostra Chiesa con la società in cui viviamo.
Chiedo ad ogni parroco:
- Di impegnarsi a costituire il Consiglio Pastorale Parrocchiale (e ovviamente, a norma del can. 537, il Consiglio Affari Economici). È mia intenzione visitarli tutti, con un calendario che farò conoscere.
- Di programmare la pastorale parrocchiale tenendo presente soprattutto lurgenza della formazione e della catechesi di giovani e adulti.
- Di coordinare il più possibile tale programmazione con gli altri parroci, nei paesi e città dove sono presenti più parrocchie.
- Di sensibilizzare tutti i fedeli e in particolare gli operatori pastorali alla partecipazione agli incontri di formazione programmati a livello zonale e diocesano dalle Foranie e dai singoli Uffici pastorali.
- Anche i sacerdoti si sforzino di parteciparvi attivamente con i laici, nella testimonianza di un vero cammino di Chiesa.
Proposta n.2
Per adempiere il loro ministero, i presbiteri sono chiamati ad una formazione permanente, insieme spirituale, teologica, pastorale.
- Questo richiede anzitutto insostituibilmente la disponibilità e limpegno personale di ognuno.
- Ma si ha anche bisogno del sostegno di iniziative a livello foraniale e diocesano che aiutino ogni sacerdote a realizzare efficacemente e santamente il ministero.
Perciò, mentre è indispensabile che ci esortiamo a vicenda e ci aiutiamo reciprocamente a non diminuire la nostra dedizione personale alla preghiera e alla vita sacramentale, allascolto della Parola, allo studio teologico e alla riflessione sulle responsabilità pastorali, sollecito ognuno dei presbiteri ad organizzarsi per essere operosamente presenti agli incontri foraniali e diocesani previsti.
- Per la formazione spirituale e teologica del Presbiterio in questanno 2009/2010 abbiamo individuato tre giornate che ci terranno impegnati mattino e pomeriggio. Ci siamo già incontrati il 10 dicembre scorso per una riflessione sul tema Fede, celibato, ministero nel cammino religioso del presbitero. Ricordo le date degli altri due appuntamenti:
- 18 Febbraio 2010: LAnno liturgico nellitinerario di fede.
- 29 aprile 2010: Esperienza cristiana e sacramenti.
Ognuno provvederà alla celebrazione eucaristica in parrocchia in orario che non impedisca la partecipazione alla giornata di ritiro.
- Laggiornamento pastorale è invece affidato al lavoro in Forania, nei restanti mesi. Sarà privilegiata la riflessione sui sacramenti, in particolare quelli della iniziazione cristiana e del matrimonio, anche in vista di un Direttorio liturgico-pastorale diocesano. Modalità e calendario di questi incontri sono già stati programmati in ognuna delle Foranie.
Proposta n.3
Nella Caritas in Veritate, Papa Benedetto XVI ci ha ricordato: La complessità e gravità dellattuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario (del mondo) (n.21).
- Soprattutto noi cristiani, chiamati per grazia a sperimentare e vivere la carità di Dio in Cristo, dobbiamo lasciarci spingere dal suo Spirito ad un profondo rinnovamento culturale e a riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi siano esse di carattere economico, alimentare, ambientale o sociale sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra loro. Esse obbligano [
] in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno (Messaggio XLIII Giornata della Pace, n.5).
Si tratta dunque, anzitutto, di un impegno di educazione morale e di formazione. Invito perciò ogni cristiano a cominciare da noi sacerdoti e ogni famiglia e tutte le comunità parrocchiali e religiose, ad ispirarsi sempre più ad una autentica povertà evangelica. Contribuiremo così al bene di tutta la società e sperimenteremo certamente la provvidenza paterna di Dio.
- Nessuna comunità parrocchiale tralasci lattenzione ai poveri. Si incrementi in ogni parrocchia lattività della Caritas nella sua originaria vocazione di organismo pastorale per lanimazione alla carità di tutta la comunità e per il coordinamento delle varie realtà di volontariato, in modo che ognuno possa vivere dignitosamente, confidando nella solidarietà fraterna ma anche consapevole di doversi assumere una responsabilità secondo le proprie capacità in vista del bene comune. Nelle cittadine in cui esistano più di una parrocchia si lavori in stretta collaborazione tra tutte. Ricordo che il compito di gestire il Fondo di Solidarietà, istituito in particolare per le emergenze derivate dalla grave situazione occupazionale del Polo di Portovesme è stato affidato alla Caritas diocesana. Oltre che per utilizzare questo strumento di aiuto, ci si coordini con essa anche per la formazione delle Caritas parrocchiali e dei suoi operatori.
- È sempre più doveroso che le nostre parrocchie diano testimonianza di una amministrazione parrocchiale nella linea della correttezza, della trasparenza e della sobrietà. Ogni parroco sa di dover considerare anche questambito del proprio ministero con grande responsabilità verso la Chiesa e anche di fronte allo Stato, nella sua qualità di legale rappresentante della parrocchia. Mantenendo separata lamministrazione parrocchiale da quella personale, ognuno tenga aggiornati i registri, provveda al mantenimento decoroso della chiesa parrocchiale, della casa canonica e di tutte le pertinenze della parrocchia, sia puntuale negli adempimenti delle norme diocesane e della Chiesa italiana. Soprattutto in questi ultimi tempi di difficoltà economica molte nostre comunità riescono a stento a pareggiare il proprio bilancio. Parroco e fedeli si facciano carico con responsabilità personalmente e attraverso il Consiglio Parrocchiale Affari Economici delle necessità amministrative della parrocchia e contribuiscano secondo le proprie possibilità alle sue esigenze, in collaborazione ma senza aspettarsi tutto da esso con lUfficio Amministrativo Diocesano, chiamato ad avere le stesse attenzioni verso tutti i beni della diocesi.
Conclusioni
Confido nella buona volontà di tutto il Presbiterio e di tutti i fedeli laici della nostra Chiesa diocesana. Il Natale del Signore da poco celebrato ci confermi tutti nella consapevolezza che la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo e che dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia (Gv 1).
Questa convinzione aumenti in ognuno di noi la responsabilità per esprimere insieme come Chiesa di Cristo una vera testimonianza di fede, di carità e di speranza in questo territorio e in questo tempo.
Ci aiuti con la sua intercessione e il suo esempio la Beata Vergine Maria, Madre della Sapienza.
+ Giovanni Paolo Zedda
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