| Cenni Storici |
|
Si è talvolta opportunamente rilevato che la diocesi di Iglesias è nata adulta. Effettivamente, se la bolla di costituzione “Aequum reputamus” con cui Giulio II, nel riordino generale delle diocesi sarde, rese esecutivo il provvedimento disposto da Alessandro Vi con la traslazione dell’antica sede vescovile di Solci ad Iglesias porta la data del 26 novembre 1503, come risulta dall’Archivio Segreto Vaticano, le radici storiche della diocesi di Iglesias sono da ricercare in epoca ben più antica dei suoi inizi “giuridici” nel secolo XVI. Indubbiamente, la diocesi di Iglesias è la degna erede della sede vescovile di Solci, una delle più antiche sedi vescovili sarde come Karalis, Tarros, Forum Traiani, già costituita tale forse alla fine del IV o inizi del V secolo. La menzione più antica giunta a noi di un vescovo sulcitano è quella riportata da Vittore Vitense nella “Historia persecutionis Africanae Provinciae” riguardante il vescovo Vitale che appare fra altri vescovi sardi e tanti altri vescovi cattolici convocati dal re vandalo e ariano Unnerico, per partecipare a Cartagine a un colloquio teologico, nella speranza, andata però a vuoto, di flettere la loro ortodossia. Proprio perché radicata nella storia più che millenaria della Diocesi sulcitana, quella di Iglesias ha potuto ereditare un tesoro inestimabile di tradizioni religiose e di fede di grande spessore e dalle molteplici ramificazioni, facendole proprie e sviluppandole ulteriormente, arricchite peraltro dall’apporto di altre culture e tradizioni. Si pensi all’influsso esercitato in periodo bizantino dalla Chiesa greca su quella sarda e quindi su quella sulcitana nella teologia, nel culto, nella devozione mariana, nelle tradizioni, persino nella lingua, il greco, con cui ci sono giunte alcune iscrizioni, tra cui quella della cripta di S.Antioco, come pure la professione di fede del vescovo di Solci Eutalio, di nazionalità e di lingua greca, scritta quindi in greco prima del 680, alo scopo di fare abiura solenne di una sua precedente professione viziata di monoteismo, tratto in inganno dalle autorità bizantine. Con questa professione di fede, rintracciata circa un secolo fa in un monastero del Monte Athos, Eutalio, “Vescovo della santissima chiesa di Solci”, si atteneva alla dottrina dei concili ecumenici, in particolare di quello di Calcedonia e del concilio Romano convocato da Martino I nel 649, e pertanto alla dottrina cattolica della doppia volontà (umana e divina) in Cristo, professata in tutto l’Occidente cristiano. Come prima e dopo il vescovo suscitano Vitale, così dopo Eutalio, per tutto il primo millennio e inizi del secondo, la serie dei vescovi sulcitani, troppo lacunosa, non consente di tracciare la diocesi sulcitana in quel periodo tanto oscuro e turbolento; tanto più che non è da escludere che la diocesi sulcitana, per un periodo non precisabile, sia rimasta anche a lungo priva del proprio vescovo, soprattutto quando, per le ripetute invasioni saracene delle coste sarde e dell’isola sulcitana in particolare, si venne al progressivo abbandono dell’isola sulcitana, giunto al suo apice, sembra, nei primi decenni del secolo XI. A seguito di tali eventi, anche il vescovo suscitano con il suo capitolo e il clero, dopo varie peregrinazioni nell’interno più sicuro e al riparo delle invasioni, si stabilirono alla fine a Tratalias, non troppo lontano né troppo vicino all’antica sede. |
Home
Cenni Storici 






