I verbi della nostra Quaresima

Il messaggio del Vescovo Mario alla diocesi di Iglesias per la Quaresima 2026

 

Foto di Thays Orrico su Unsplash

Le ceneri per un verso richiamano ciò che rimane della nostra carne dopo questa nostra esperienza terrena, per altro verso sono simbolo non di morte ma di vita: nell’antichità i contadini le spargevano nei campi per rendere la terra più fertile. Sono quel che rimane quando non abbiamo più nulla, il minimo; ma da qui riparte la vita. Per questo le ceneri sono il segno del periodo di Quaresima: tempo di penitenza e di conversione da una parte; ma dall’altra cammino di vita nuova e di speranza verso la gioia pasquale.

In questo anno pastorale stiamo riflettendo sulla vita della comunità cristiana, lasciandoci guidare in modo particolare dal cosiddetto “discorso sulla chiesa” di Mt 18. In occasione del convegno ecclesiale, fratel Sabino Chialà ci ha aiutato a comprendere meglio il testo, suddividendolo in due parti: la prima comprendente le azioni che minacciano la comunità, espresse dai verbi “gareggiare”, “scandalizzare” e “disprezzare”; la seconda con i verbi che invece edificano la vita della Chiesa, cioè “correggere”, “pregare”, “perdonare”.

Sono i verbi della nostra Quaresima! Sarebbe bello che ciascuna nostra comunità in questo tempo possa riflettere su di essi. Sembrano fatti apposta per noi: la Quaresima ha 5 settimane, più la “grande settimana”, quella della Passione -Morte-Risurrezione. Ogni settimana possiamo riflettere su uno di questi verbi nei nostri incontri e nelle nostre liturgie. Anche il nostro settimanale diocesano ci aiuterà in questo cammino. Tradizionalmente questo è il tempo dei “no” e dei “sì”: nelle prime tre settimane possiamo dire “no” al gareggiare, scandalizzare e disprezzare; nelle altre tre diremo “sì” al correggere, pregare e perdonare. Invito tutti e tutte a seguire questo cammino.

Così a Pasqua celebreremo la vita nuova anche della nostra Chiesa! Buona Quaresima.

don Mario