18/02/2026 – Mercoledì delle ceneri

Iglesias, Cattedrale di Santa Chiara, 18 febbraio 2026

Convertirsi insieme: il cerchio tracciato per terra

Il Mercoledì delle ceneri irrompe col suo forte appello alla conversione (cfr. I lett: “Ritornate a me con tutto il cuore; II lettura: “Lasciatevi riconciliare con Dio”). Mi colpisce un particolare, che non è di poco conto: sono tutti verbi al plurale. Anche nel Vangelo, che pur usa il singolare nel presentare degli esempi (“quando fai l’elemosina”… “quando digiuni”), nell’insegnamento generale si usa sempre il plurale: “State attenti”… “Non praticate la giustizia davanti agli uomini”… “Quando digiunate”).
La conversione non riguarda solo me e Dio. Passa necessariamente attraverso gli altri. La Scrittura sembra dirci che o ci si converte insieme o non ci si converte.
Questo è l’appello che sentiamo particolarmente rivolto a noi in questa Quaresima. Abbiamo scelto come tema pastorale “la vita della comunità cristiana”. Abbiamo davvero bisogno di capire che non siamo battitori liberi. Siamo esseri individuali, originali, “pezzi unici”; Ma non possiamo camminare da soli, non ci salviamo da soli, non ci convertiamo da soli. Ecco allora che ci viene in soccorso l’insegnamento del brano di Mt 18 che abbiamo scelto come guida in quest’anno e che ci indica il cammino che in questa quaresima dobbiamo cercare di compiere in questo periodo. La Quaresima è tempo di no e di sì: no al male, sì al bene; no alle azioni che minacciano la comunità; si a quelle che la edificano. Quali sono? Ci sono state indicate nel convegno ecclesiale: le azioni che minacciano la comunità sono espresse dai verbi “gareggiare”, “scandalizzare” e “disprezzare”; quelle che la edificano dai verbi “correggere”, “pregare”, “perdonare”.
Non esiste conversione a Dio se non ci convertiamo agli altri e con gli altri.
Per spiegare questo , vorrei lasciarvi con un’immagine tramessaci da Doroteo di Gaza (505 – 565), monaco e abate cristiano, noto anche come Doroteo l’eremita. Egli scrive: “Pensate a un cerchio tracciato per terra. Il cerchio è il mondo e il centro è Dio. I raggi sono le vie degli uomini: quanto più essi avanzano, tanto più si avvicinano a Dio e più si avvicinano anche tra di loro. E viceversa”. Mi sembra di vederlo, su un campo polveroso di Gaza, questo monaco che traccia un cerchio per terra, come una ruota. Poi fissa il centro e traccia dei raggi: più si avvicinano al centro e più sia avvicinano tra loro. Così è per noi: più ci avviciniamo a Gesù e più siamo vicini tra noi. Non possiamo avvicinarci a Dio senza avvicinarci tra noi, e viceversa.
Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio… ma non da soli: tutti insieme!