«Si recarono da Lui portando un paralitico» (Mc 2,3). È l’immagine evangelica scelta dal vescovo di Iglesias, mons. Mario Farci, per accompagnare il cammino pastorale della diocesi nel 2026-2027. Il tema, sintetizzato nel titolo «Una comunità che porta a Gesù», richiama il racconto della guarigione del paralitico e propone alle comunità cristiane una domanda essenziale: come rendere possibile, oggi, l’incontro delle persone con Cristo?
Il nuovo percorso – simbolicamente consegnato alla diocesi domenica 4 ottobre, in occasione della celebrazione nella solennità di San Francesco d’Assisi – si pone in continuità con quello dello scorso anno, dedicato al volto della comunità cristiana e alle dinamiche che la edificano o la feriscono. Se allora l’attenzione era rivolta al modo di vivere da comunità, ora emerge con maggiore chiarezza la sua finalità: «esistere per portare gli uomini e le donne a Cristo». Una missione che nasce dalla consapevolezza che la fede non può essere data per scontata e che occorre ritornare all’essenziale, facendo conoscere Gesù e comunicando la fede in Lui.
Nella lettera che presenta il programma pastorale, il vescovo richiama anche gli insegnamenti di papa Leone XIV, che invita la Chiesa a rinnovare l’annuncio del Vangelo e a non ripiegarsi sulla conservazione delle proprie strutture. «Abbiamo il coraggio dell’essenziale!», afferma il Pontefice, indicando la necessità di comunità accoglienti e missionarie, di una catechesi capace di accompagnare la crescita cristiana e di un ascolto autentico dei giovani e dei poveri.
L’immagine degli amici che portano il paralitico diventa così una chiave di lettura della situazione attuale. La diminuzione della pratica religiosa, le difficoltà nella trasmissione della fede alle nuove generazioni, la solitudine, il disagio giovanile e le nuove povertà interrogano anche le comunità del territorio diocesano. Di fronte a queste sfide, sottolinea mons. Farci, «il Vangelo non propone strategie organizzative, ma un atteggiamento spirituale e pastorale: diventare uomini e donne che portano altri a Gesù». Significa accorgersi dell’altro, condividere le sue fatiche, costruire relazioni di fiducia e rimuovere gli ostacoli che impediscono l’incontro con il Signore.
Il cammino coinvolgerà tutti gli ambiti della pastorale e si articolerà in tre momenti: un approfondimento nelle comunità e nelle foranie, dal 4 ottobre all’8 dicembre; il Convegno diocesano del 14 e 15 gennaio 2027, con la partecipazione di mons. Franco Giulio Brambilla; infine, un ritorno nelle parrocchie e nelle foranie, da fine gennaio a maggio, per tradurre quanto emerso in orientamenti e scelte concrete.
Un’attenzione particolare sarà riservata alla formazione, rivolta non soltanto ai bambini e ai ragazzi, ma anche ai giovani e agli adulti. Proseguirà il percorso della Scuola per l’Evangelizzazione e i Ministeri Ecclesiali (SEME), con l’obiettivo di favorire anche l’istituzione di nuovi ministri a servizio delle comunità.
Accanto alla formazione, la lettera insiste sulla sinodalità, intesa come stile quotidiano di ascolto, accoglienza e corresponsabilità. «Abbiamo bisogno di camminare insieme», scrive il vescovo, invitando a superare ogni autoreferenzialità e a rafforzare la collaborazione tra parrocchie, associazioni e movimenti.
Il 2027 sarà inoltre segnato dal 1900° anniversario del martirio di sant’Antioco, patrono della diocesi, occasione non soltanto per fare memoria, ma per rinnovare la fede e la missione evangelizzatrice. L’auspicio conclusivo di mons. Farci è che la testimonianza del Santo sostenga una nuova stagione di comunione e speranza, perché la Chiesa di Iglesias sappia essere sempre più, secondo le parole che chiudono la lettera, «una comunità che porta a Gesù».
Scarica il Programma Pastorale 2026/2027
Iglesias, chiesa di San Francesco, 4 ottobre 2026. Il Vescovo Mario consegna al Vicario generale don Congia il Programma Pastorale 2026/2027. Foto di Efisio Vacca

