Domenica 26 maggio, “The Sun” a Iglesias

Musica rock e testimonianza di fede: la proposta del servizio diocesano della Pastorale Giovanile

 

Domenica 26 maggio, il Servizio di Pastorale giovanile della diocesi di Iglesias invita adolescenti e giovani al concerto dei The Sun. Appuntamento alle ore 17.30 nella sala blu del Centro culturale di via Cattaneo: l’ingresso è gratuito però è necessaria la prenotazione con il rilascio di un pass nominativo, per ottenerlo si può scrivere a pastoralegiovanileiglesias@gmail.com telefonare 351.3076235 oppure collegarsi al sito thesun.it
The Sun è una band che coniuga in modo innovativo la musica rock, la formazione e l’esperienza personale. Evoluzione artistica dei vicentini Sun Eats Hours, formatasi nel 1997, è composta da Francesco Lorenzi (autore, cantante e chitarrista), Riccardo Rossi (batterista), Matteo Reghelin (bassista, fisarmonicista, armonicista), Gianluca Menegozzo (chitarrista, corista) e dal 2015 da Andrea Cerato (chitarrista solista, corista). Prima ancora di siglare un accordo con la major discografica Sony Music, la band aveva già all’attivo quattro album autoprodotti e distribuiti in Europa, Giappone e Brasile da varie etichette indipendenti ed era stata supporter di band internazionali del calibro di The Cure e Deep Purple. Nel 2004 è considerata come la “miglior punk rock band italiana nel mondo”. La svolta arriva nel 2008, quando il leader Francesco Lorenzi matura la decisione di comporre in italiano, in seguito a una crisi esistenziale vissuta nel 2007 durante una tournée internazionale da molti eccessi. Nasce allora un intenso cammino di fede e riavvicinamento al cristianesimo che porta la band a rinasce nel 2009 superando numerose difficoltà.
Suor Teresa Forti, responsabile del Servizio di Pastorale giovanile della diocesi di Iglesias, presenta questa innovativa proposta per la nostra diocesi.
Un concerto di rock cristiano per i giovani della diocesi, come è nata questa idea?
L’esperienza delle diverse GMG, la piena sintonia tra musica e Fede, i momenti intensi vissuti nella gioia pura e semplice di questo genere, durante i quali i giovani riflettevano, si interrogavano, si lasciavano coinvolgere ed illuminare dai cantanti, la loro responsabilità nel condurli a rintracciare vita vera, ci ha fatto sognare di poter offrire anche ai giovani della nostra diocesi, che non hanno avuto l’opportunità di partecipare ai grandi raduni, la possibilità di confrontarsi con un modo travolgente di vivere la propria Fede senza perdere nulla della freschezza e del dirompente entusiasmo che contraddistingue la loro età. Il desiderio di portare la bellezza del vivere il Vangelo, che da più vita alla vita ha fatto desiderare a lungo questo momento. Inoltre, in un territorio come il nostro, nel quale diversi giovani, i NEET per esempio, scelgono di non scegliere, o seguono disvalori poco edificanti, volevamo pro-vocare ad alzare lo sguardo per interrogarsi almeno, su altri valori. Durante un incontro di programmazione, con il nostro Cardinale Miglio, con il vicario pastorale don Giuseppe e con alcuni sacerdoti della diocesi, ci siamo chiesti come si poteva impostare un percorso fatto di iniziative formative affascinanti per le nuove generazioni, mirate al mondo dei ragazzi, adolescenti e giovani. Tra queste iniziative la Pastorale Giovanile ha individuato la necessità di parlare ai giovani con il linguaggio più vicino a loro, appunto un concerto di rock cristiano di un gruppo come i The Sun, con testimonianze vere e vive provenienti da quel mondo. Rimaneva un sogno, che sembrava una chimera, il Servizio di Pastorale Giovanile caratterizzato da gratuito servizio e volontariato, con un piccolo budget non poteva permettersi di osare tanto. In questi anni, però, il maggior supporto e la cura ad offrire di più ai giovani, a farsi carico delle povertà formative e spirituali del mondo giovanile da parte di diverse “anime” della Diocesi, l’incoraggiamento del nostro Cardinale e la fiducia nella Provvidenza per la necessità di soccorrere anche sostenendo fattivamente la spesa di alcune iniziative come la GMG, con l’Otto per mille, ci ha spinto a muoverci per realizzare il Sogno.
The Sun è una band importante, con una lunga storia, come li avete contattati?
Li stavamo seguendo, anzi direi, in-seguendo da qualche anno ma, come dicevo, rimaneva un sogno soprattutto per le difficoltà economiche, per il problema di assumersi una spesa superiore alle proprie possibilità ed alle possibilità dei ragazzi e dei giovani di un territorio in serie difficoltà finanziarie. Incoraggiati dal nostro Cardinale abbiamo cercato tutti i possibili contatti e tramite una prima mail e poi con diverse e costanti comunicazioni telefoniche abbiamo costruito il progetto di questo evento. Devo dire che il tipo di relazione che i The Sun istaurano è davvero immediata, pronta, disponibile, fraterna, indirizzata proprio a voler realizzare insieme un evento di Gioia e di Fede a favore dei giovani, con il cuore di chi vuole accompagnare la fatica educativa di proposte significative e ricche di valori.
Ci saranno altre proposte dopo “The Sun” per i giovani della diocesi?
Certamente, in realtà il concerto rock chiude un anno pastorale ed è trampolino di lancio per le proposte estive caratterizzate da una tre giorni per giovani animatori ed equipe nel mese di giugno, la partecipazione e collaborazione per un corso formativo sull’amore nel mese di luglio, e l’esperienza di volontariato e servizio in alcuni ambiti di animazione in supporto a ragazzi meno fortunati nel mese di agosto. Il desiderio è di allargare anche lo sguardo a prepararci, insieme ai giovani e progettando con loro, a vivere in un modo diverso ed a costruire passo dopo passo, l’esperienza del Giubileo per i giovani nel 2025.
Una novità per il nostro territorio, sebbene in altre realtà l’esperienza del rock cristiano sia una testimonianza viva. Che invito rivolgiamo ai giovani della nostra diocesi?
Credo che dobbiamo saper leggere dentro molte espressioni dell’arte, compreso il rock, quell’inquietudine della Fede che porta a trascendersi, a cercare altrove e dentro il modo di esprimersi dell’essere umano, attenti a saper percepire il lieve tocco del dito di Dio impresso in ogni anima, per andare oltre, o come diceva Montale Sotto l’azzurro fitto/ del cielo qualche uccello di mare se ne va;/ né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:/ «più in là». E anche Papa Francesco ci ricorda che: “La Chiesa ha bisogno dell’arte (…) Il contatto con la bellezza ci tira sempre su, ci fa andare sempre oltre”. Agli adulti rivolgo l’invito a saper condurre i più giovani ad assaporare il Bello ed il Bene che la nostra Fede fa germogliare, ad essere più decisi nel metterli sulla strada del Bene. Ad accompagnare ed incitare a vivere le buone opportunità e testimonianze di vita che la nostra diocesi, con grande sforzo e passione propone. Invito a non disperdere o sprecare il dono che siamo come comunità e come credenti ed a saper valorizzare ogni proposta con saggezza e lungimiranza. Mentre ai nostri carissimi giovani della diocesi vorrei rivolgere l’invito a saper ascoltare le parole del discorso di Papa Francesco a Venezia: “Per favore, non dimenticate questo: essere creatori di bellezza, e fare qualcosa che prima non c’era. Questo è bello! Una preghiera fatta col cuore, una pagina che scrivi, un sogno che realizzi, un gesto d’amore per qualcuno che non può ricambiare: questo è creare, imitare lo stile di Dio che crea. È lo stile della gratuità, che fa uscire dalla logica nichilista del “faccio per avere” e “lavoro per guadagnare”. “Colora il mondo con la tua creatività, dipingi di Vangelo le strade della vita. Per favore, dipingi di Vangelo le strade della vita! Alzati e vai” ed aggiungo, il 26 maggio 2024 ore 17.00, ALZATI E VIENI!!!