... è tempo di ripartire

Tenda di Speranza era il titolo del Convegno Diocesano di settembre: la tenda già di per sé indica provvisorietà e cammino. Le due serate con il relatore don Mario Aversano ci hanno invitati a guardare alla Chiesa come alla casa in cui si trovava Gesù ad insegnare ma che ha dovuto essere scoperchiata per poter farvi entrare il paralitico che aveva bisogno di essere guarito nel corpo e nello spirito. Una chiesa inoltre che deve essere attenta più ai germogli che ai rami secchi, e parlare di germogli significa anche essere attenti a non calpestarli mentre ci si rimette in cammino. Il terzo giorno è stato dedicato a raccogliere le “parole” pervenute dai venti tavoli di riflessione e di condivisione.
Ora è tempo di ripartire. Anche la particolare situazione in cui si trova la nostra chiesa diocesana può diventare uno stimolo in più a rimettersi con impegno nel Cammino Sinodale, per ricordarci che chiesa è tutta la comunità e a lei è affidata la missione di annunciare il Vangelo, sotto la guida del Signore Risorto che non ci lascia mai mancare i segni della sua presenza e della sua guida.
Alla conclusione del convegno diocesano chiedevo a tutti i presenti – numerosi e attenti – di far conoscere le parole ascoltate e dette nel convegno a tutti gli altri che non erano presenti ma che vivono attivamente la loro partecipazione alla comunità parrocchiale. Abbiamo attraversato il mese di ottobre vivendo il pellegrinaggio al colle del Buon Cammino per lasciarci guidare docilmente da Maria e stare sulla strada senza paure. Ora le parrocchie e i gruppi hanno ripreso a pieno ritmo il cammino dell’anno pastorale. Andiamo velocemente verso la conclusione dell’anno liturgico in corso, illuminato dal Vangelo di Matteo, preparandoci a vivere nella preghiera la Giornata Mondiale dei Poveri, fortemente voluta da Papa Francesco, e la Giornata diocesana dedicata ai giovani, fissata per la domenica di Cristo Re, occasione preziosa per raccogliere i tanti dono ricevuti dalla GMG di Lisbona che attendono di essere condivisi con il maggior numero possibile di giovani e con tutti coloro che stanno volentieri con i giovani.
È tutta la chiesa chiamata a restare in cammino, sulla strada, non trascinati dagli eventi né dalla corrente ma guidati dallo Spirito, che opera se camminiamo insieme. Infatti siamo impegnati in un Cammino Sinodale: sùn odòs due parole greche che in italiano si traducono “strada insieme”, cammino sinodale, appunto. Il cammino delle altre chiese diocesane del nostro paese ci incoraggia, ci offre un panorama ricco e vivace di “germogli” che parlano della presenza del Risorto, e ci fa capire che anche il nostro contributo è necessario a tutti gli altri, come il loro lo è per noi. I vescovi della Sardegna pochi giorni fa hanno annunciato la prossima tappa del cammino sinodale regionale, che culminerà in un incontro tra tutte le diocesi sarde nel 2024. A livello nazionale ci attende una stagione impegnativa per i contributi che le diocesi sono chiamate ad offrire.
Viviamo quest’anno la Fase Sapienziale, dopo i due anni della Fase Narrativa, e vogliamo concentrarci in particolare su “la formazione alla fede e alla vita” e “la sinodalità e la corresponsabilità”, da approfondire anzitutto per noi, cristiani “praticanti”, oggi a rischio, come tutti, di individualismo e di dare per scontato il fondamento pasquale della nostra fede, che invece rischia di rimanere in ombra rispetto a tradizioni e abitudini bisognose di essere ripensate.
L’icona biblica che ci viene proposta è la via di Emmaus. Siamo in “quello stesso giorno”, il primo dopo il sabato; nei due discepoli in cammino dominano scoraggiamento e rimpianto; accettano però l’incontro e il dialogo con il Viandante incontrato casualmente; ascoltano la Parola che viene da Mosè, dai Profeti e dalle Scritture; si aprono all’accoglienza e, allo spezzare del Pane, scoprono la Presenza del Risorto. Ne vengono trasformati e corrono a condividere la loro esperienza e la loro gioia. «Resta con noi» è la preghiera che apre il loro cuore e poi anche i loro occhi a riconoscere Gesù Risorto presente davanti a loro!
Viviamo un tempo di transizione e di trasformazione, sono cambiati orari, abitudini, mentalità e condizioni di vita quotidiana. Ne risente anzitutto la nostra vita di preghiera, in primo luogo la partecipazione alla Santa Messa. La diminuzione del numero dei presbiteri e la minore frequenza dei fedeli porta ad un minor numero di celebrazioni, e questo comporta a sua volta una minore frequenza per un certo numero di altre persone. Così succede che proprio in un tempo in cui abbiamo bisogno di pregare di più i tempi della preghiera si riducono. Penso in primo luogo ai giorni feriali: esiste solo la Santa Messa perché la comunità cristiana si raduni a pregare? «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20): vogliamo provare a prendere sul serio questa parola di Gesù?
È una delle prime sfide che mi sembra dobbiamo raccogliere: ogni giorno feriale, in tutte le parrocchie, con o senza la Santa Messa, con o senza la presenza del presbitero, avere due o tre persone riunite nel nome e alla presenza del Signore Risorto che pregano per tutta la comunità parrocchiale, per la Chiesa, per la pace. A Emmaus ha funzionato. Potrebbe funzionare anche da noi!

Iglesias, 13 novembre 2023
Card. Arrigo Miglio

La fase sapienziale nella Diocesi di Iglesias

La fase sapienziale è rappresentata dal tempo (l’anno pastorale 2023-24) in cui le comunità, insieme ai loro pastori, s’impegneranno in una lettura spirituale delle narrazioni emerse nel biennio precedente, cercando di discernere “ciò che lo Spirito dice alle Chiese” attraverso il senso di fede del Popolo di Dio.
Quello che ci apprestiamo a vivere, nella fase sapienziale del nostro Cammino sinodale, è proprio il discernimento comunitario “realistico”, cioè operativo, orientato all’individuazione dei mezzi per costruire una Chiesa più aderente al Vangelo. Non è questione di nuovi contenuti, ma di un nuovo stile: sinodale, cioè capace di ascoltare la voce dello Spirito e di ascoltarsi reciprocamente, di camminare insieme, di attendersi con pazienza, di spronarsi con audacia.
In questa nuova fase gli elementi di riferimento a livello nazionale sono dati dai seguenti documenti:

sulla cui base è stato predisposto il metodo di lavoro presentato nella guida per l'anno pastorale 2023/2024 consultabile su questa pagina e distribuita alle parrocchie.

Il lavoro sinodale diocesano si articolerà nel nuovo anno secondo il cronoprogramma seguente:

1. La scelta dei temi su cui operare il discernimento [fase conclusa]
 La formazione alla fede e alla vita
 La sinodalità e la corresponsabilità

2. Approfondire il tema e operare il discernimento

  • Novembre/dicembre 2023
    Presentazione alla diocesi del terzo anno del Cammino sinodale
  • Gennaio 2024
    Si opera il discernimento negli organismi di partecipazione e nei gruppi sinodali:
     Collegio dei consultori
     Equipe Cammino sinodale con le equipe degli uffici pastorali
     Insegnanti di Religione Cattolica
     Caritas
     Consigli pastorali parrocchiali
     AGESCI
     Azione Cattolica
  • Febbraio/marzo 2024
    Con l’aiuto di esperti, raccogliere le restituzioni dal lavoro nel mese di gennaio: gruppi di lavoro che preparino i testi delle proposte diocesane

3. Conclusione della fase sapienziale

  • Aprile 2024
    Dopo Pasqua convegno sinodale diocesano sulle proposte della diocesi
  • Entro il 30 aprile 2024
    Invio proposte diocesane alla Segreteria nazionale
Formazione alla fede e alla vita, sinodalità e corresponsabilità

Nella fase narrativa è risuonata costantemente la necessità che la comunità cristiana ponga una particolare attenzione verso la formazione integrale della persona, la formazione alla vita cristiana, la formazione specifica di coloro che svolgono un ministero. La capacità della Chiesa di annunciare il Vangelo è sempre collegata con la cura che essa esercita verso la crescita delle persone nella sequela del Signore; ciò non può essere fatto in modo solitario, ma chiama in causa tutta la comunità e si accompagna al ripensamento delle modalità della formazione, orientata alla vita cristiana in tutte le età della vita, superando il modello “scolastico” e l’infantilizzazione della formazione cristiana.
Dal primo biennio di ascolto emerge la richiesta che vengano valorizzati i contesti di vita, di studio e di aggregazione e che sia ripensata, in un’ottica sinodale, la formazione di coloro che esercitano un ministero, in particolare i presbiteri. Inoltre, risuona l’esigenza di sviluppare nelle comunità la capacità di accompagnare le persone nonché, in coloro che hanno responsabilità, la capacità di gestire le situazioni di conflitto, accrescere i momenti di formazione comune tra laici e presbiteri, coltivare la cultura della collaborazione educativa con i territori e le istituzioni.
Allo stesso tempo è emerso il desiderio che le nostre comunità assumano stabilmente uno stile sinodale. Questo esige che ci si interroghi su come favorire una vera corresponsabilità ecclesiale a partire dal riconoscimento della comune dignità battesimale. La corresponsabilità nella Chiesa è corresponsabilità nella missione dell’annuncio del Vangelo. Essa tende a creare comunione in ambiti particolari sui quali fermare l’attenzione e operare il discernimento, così da riconoscere la ministerialità comune, valorizzare il ruolo femminile, promuovere lo stile della corresponsabilità.

Letture dalla "Evangelii Gaudium"
  • «In virtù del battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cf. Mt 28,19). Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solo recettivo delle loro azioni. La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati. Questa convinzione si trasforma in un appello diretto ad ogni cristiano, perché nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione» (n. 120).
  • «Certamente tutti noi siamo chiamati a crescere come evangelizzatori. Al tempo stesso ci adoperiamo per una migliore formazione, un approfondimento del nostro amore e una più chiara testimonianza del Vangelo. In questo senso, tutti dobbiamo lasciare che gli altri ci evangelizzino costantemente; questo però non significa che dobbiamo rinunciare alla missione evangelizzatrice, ma piuttosto trovare il modo di comunicare Gesù che corrisponda alla situazione in cui ci troviamo. In ogni caso, tutti siamo chiamati ad offrire agli altri la testimonianza esplicita dell’amore salvifico del Signore, che al di là delle nostre imperfezioni ci offre la sua vicinanza, la sua Parola, la sua forza, e dà senso alla nostra vita. Il tuo cuore sa che la vita non è la stessa senza di Lui, dunque quello che hai scoperto, quello che ti aiuta a vivere e che ti dà speranza, quello è ciò che devi comunicare agli altri. La nostra imperfezione non dev’essere una scusa; al contrario, la missione è uno stimolo costante per non adagiarsi nella mediocrità e per continuare a crescere» (n. 121).
  • «Un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del popolo santo di Dio per il bene di tutti. […] Quanto più un carisma volgerà il suo sguardo al cuore del Vangelo, tanto più il suo esercizio sarà ecclesiale. è nella comunione, anche se costa fatica, che un carisma si rivela autenticamente e misteriosamente fecondo» (n. 130).
Alcune domande che possono indirizzare e agevolare il discernimento

FORMAZIONE / Catechesi e Annuncio

  • In che modo nelle nostre comunità possiamo passare da una formazione mirata solo alla preparazione ai sacramenti a un insieme di proposte attente a tutte le età e condizioni di vita?
  • Come dare centralità all’ascolto della Parola nelle nostre azioni formative?
  • In che modo accrescere la qualità della formazione degli adulti?
  • Come porre attenzione anche alla formazione teologica, culturale, sociale?
  • Quali buone pratiche catechistiche e formative ci sono nelle nostre Chiese locali che possono essere diffuse?
  • Quali nodi, queste esperienze, ci chiedono di affrontare?
  • Che tipo di orientamenti nazionali potrebbero essere auspicabili su questi temi?

FORMAZIONE / Presbiteri

  • Quali aspetti del ministero e della vita dei presbiteri vanno approfonditi e rinnovati per sostenere e facilitare la loro formazione permanente?
  • Quali passi occorre compiere per attuare una formazione ministeriale che parta della vita?
  • Quali cambiamenti attuare per accrescere la formazione comune tra presbiteri, religiosi e laici?
  • Come avvicinare maggiormente la formazione dei seminaristi alla vita della comunità cristiana?

FORMAZIONE / Alleanza educativa

  • Come accrescere la prospettiva della collaborazione educativa all’interno delle nostre Chiese?
  • In che modo possiamo dare concretezza al concetto di alleanza educativa tra le risorse presenti nella comunità ecclesiale (famiglie, educatori, associazioni, parrocchie, oratori, scuole, servizi educativi, università) e il territorio?
  • Quali buone pratiche ci sono su questo tema?
  • Come far crescere negli ambienti ecclesiali la cura di relazioni sane, sicure e liberanti, capaci di prevenire, riconoscere e contrastare ogni forma di abuso?

SINODALITÀ / Ministeri e Carismi

  • Come fare in modo che nessuno si senta escluso (anche chi vive condizioni di difficoltà o di marginalità) dalla responsabilità per l’annuncio?
  • Come valorizzare l’apporto specifico dei diversi carismi e vocazioni (da quelli dei singoli, legati a capacità e competenze anche professionali, a quelli che ispirano istituti di vita consacrata e società di vita apostolica, movimenti, associazioni, ecc.) a servizio dell’armonia dell’impegno comunitario e della vita ecclesiale?
  • Quali ministeri, istituiti o di fatto, esige il nostro tempo per l’annuncio del Vangelo e quali esperienze è possibile intraprendere?
  • Come comprendere e vivere la distinzione e l’unità tra i ministeri ecclesiali (ordinati, istituiti, difatto)? Come procede la recezione della nota CEI 2022 sui ministeri?

SINODALITÀ / Donne

  • Il riconoscimento reale del senso e del ruolo delle donne all’interno della Chiesa rappresenta un banco di prova fondamentale: come valorizzare pienamente l’apporto delle donne nella corresponsabilità ecclesiale?
  • Come ripensarlo in rapporto al senso della ministerialità e all’esercizio dell’autorità nella Chiesa?
  • Come valorizzare il contributo delle donne alla riflessione teologica e all’accompagnamento delle comunità?
  • Quali mezzi e opportunità per una loro effettiva partecipazione ai processi formali di discernimento e negli organi decisionali?
  • Come riconoscere appieno l’apporto qualificato e generoso delle consacrate nella vita ordinaria della comunità e nei contesti più problematici?

SINODALITÀ / Partecipazione

  • Gli organismi di partecipazione ecclesiale sono a servizio della corresponsabilità nella Chiesa: come promuoverne la costituzione nelle realtà locali, aiutare a comprenderne il senso in rapporto alla ministerialità e alla missione, renderli uno spazio di autentico discernimento ecclesiale nella dinamica della sinodalità?
Testi biblici consigliati
Formazione: Sal 1,1-6; Prov 4,1-27.
Sinodalità: Es 18,13-26; Lc 8,1-3; At 6,17.
Testi conciliari consigliati
Costituzione Lumen Gentium, nn. 12, 13, 33 e 41.
Costituzione Gaudium et Spes, nn. 61 e 62.