Il messaggio di Natale del vescovo

Matthias_Stomer

Messaggio del vescovo di Iglesias per il Santo Natale 2018

È ancora Natale

+ Giovanni Paolo Zedda

Dio, Padre buono, non abbandona i suoi figli. Egli “ci ha tanto amati da mandare il suo Figlio” (Gv 3,16). Anche quest’anno noi siamo richiamati a celebrare questo avvenimento che ha cambiato radicalmente la storia dell’umanità.
Possiamo essere tentati di vivere questa esperienza solo come un grande evento del passato. Forse anche di sentirlo come una speranza non ancora realizzata. Il tempo che viviamo ci propone ancora tante difficoltà che rendono amara la nostra vita: guerre, ingiustizie, incapacità di relazioni nelle famiglie e nella società, individualismo, egoismi, crisi occupazionali ed economiche, calamità naturali, malattie, morte. Quel bambino farà davvero fiorire giustizia e pace?
Dio ha scelto di non fare tutto da solo nel dare all’uomo la possibilità di redimersi. Persiste in noi l’antica tentazione della sfiducia e del sospetto verso la promessa di salvezza annunciata tante volte dai suoi profeti e realizzatasi nella presenza umile e povera di un bambino, nato 2000 anni fa alla periferia dell’impero romano e morto una trentina d’anni dopo condannato a morte su una croce.
Quel bambino, venuto nel mondo per testimoniare agli uomini l’amore del Padre, in tutta la sua esistenza terrena ci ha aperto la strada della vita e ha dato davvero a tutti la possibilità di vivere come Dio, proponendoci di fidarci dell’amore del Padre e di amarci a vicenda come lui ha fatto con noi. Una strada stretta e in salita, ma l’unica strada della vita.
Questa sua proposta è valida per noi anche oggi. Lui continua ad essere presente, silenziosamente ma realmente, “in ogni uomo e in ogni tempo” (Prefazio dell’Avvento I/A), e ci chiede di saperlo riconoscere e accogliere nella carità verso ogni fratello, vicino o lontano, abbattendo ogni distinzione e ogni muro di divisione.
È possibile accogliere in noi nella nostra vita quotidiana questo rovesciamento di valori: Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi. Si cala interamente dentro la nostra storia: assume la fragilità, la precarietà, la povertà e insieme la dignità, la libertà, la grandezza di ogni persona umana. Non viene come potenza che invade l’uomo. Non viene come giudizio che condanna e separa. Viene anche per me, per ciascuno di noi. Dio si fa ultimo, perché anche l’ultimo valga come Dio.
È la rivoluzione evangelica. Dio l’ha manifestata nel suo Figlio, ma attende che noi, innestati in Lui nel battesimo, realizziamo la stessa rivoluzione nella nostra realtà quotidiana. Desidera che io rinunci a dividere, separare, escludere, rifiutare nessuno, imparando a volere che tutti siano riconosciuti grandi e importanti come me, cominciando a stimare e far stimare quelli che non contano.
È la rivoluzione del Natale che Dio sogna di continuare attraverso ognuno di noi oggi.
Fidiamoci!
Buon Santo Natale!